Alla stazione degli autobus ovest, dove partono le marshrutki (piccoli pullmini da 10 posti) dirette a Karakol, incontriamo subito un autista che ci indirizza al suo mezzo. Sembra sia in partenza, ci fa sistemare gli zaini sul retro, paghiamo 2,5 euro per Balychky e saliamo. Sale anche l'autista, parcheggia meglio e spegne il motore. Aspettiamo. Sale una signora a vendere banane ai passeggeri in attesa. Martin riscende per comprarsi un'altra samsa. Aspettiamo. Ci sono ancora due posti liberi dei dieci disponibili. Vuoi mica partire con la marshrutka mezzo vuota?! Fortunatamente in mezz'ora si trovano ancora due passeggeri: si può partire.
A Balychky - diamo un'occhiata intorno alla stazione degli autobus e ci passa tutta la voglia di fermarci una notte qui - non siamo altrettanto fortunati: la marshutka diretta a Bakonbaevo è davvero in partenza ma è di quelle che non si accontenta di occupare tutti i posti disponibili (ed i bambini sufficientemente piccoli da stare in braccio naturalmente non contano) e così Martin viene cordialmente munito di un cuscino e accomodato su uno sgabellino traballante in mezzo al corridoio. Sulla strada, tutta buche e saliscendi, carichiamo ancora un paio di passeggeri e constatiamo con gratitudine che il viaggio dura solo un'ora.
A Balychky - diamo un'occhiata intorno alla stazione degli autobus e ci passa tutta la voglia di fermarci una notte qui - non siamo altrettanto fortunati: la marshutka diretta a Bakonbaevo è davvero in partenza ma è di quelle che non si accontenta di occupare tutti i posti disponibili (ed i bambini sufficientemente piccoli da stare in braccio naturalmente non contano) e così Martin viene cordialmente munito di un cuscino e accomodato su uno sgabellino traballante in mezzo al corridoio. Sulla strada, tutta buche e saliscendi, carichiamo ancora un paio di passeggeri e constatiamo con gratitudine che il viaggio dura solo un'ora.
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